Manifesto Lisboa - Italian
PROTESTA APARTITICA, LAICA E PACIFICA
- per la Democrazia partecipativa
- per la trasparenza nelle decisioni politiche
- per la fine del precariato nel lavoro e nella vita
MANIFESTO:
Siamo la "generazione spazzatura", lavoratrici e lavoratori, precarie e precari, disoccupat@ o vicin@ al licenziamento, studentesse e studenti, migranti e pensionat@, insoddisfatt@ con le nostre condizioni di vita. Oggi scendiamo nelle strade, in Europa e nel Mondo, per esprimere la nostra indignazione e protestare in maniera non-violenta contro il modello vigente di governo politico, sociale ed economico. Un modello che non è al nostro servizio, che ci opprime e non ci rappresenta.
Gli attuali modelli di governo si basano su un'idea di democrazia che è falsa, dove tutte le decisioni vengono prese nell'isolamento delle sale dei parlamenti, dei gabinetti ministeriali e delle organizzazioni internazionali. Un sistema senza alcun tipo di controllo da parte della cittadinanza, ostaggio di logiche economico-finanziarie, senza considerazione verso la società o l'ambiente, che promuove le diseguaglianze, la povertà e la graduale cancellazione dei diritti umani. Questa non è una democrazia!
Vogliamo una Democrazia partecipativa, dove le persone possano intervenire attivamente ed efficacemente nelle decisioni. Una Democrazia dove l'attribuzione di cariche pubbliche sia basata sull'integrità e in difesa degli interessi e del bene comune.
Vogliamo una Democrazia dove i più ricchi non siano protetti da un sistema di deroghe. Vogliamo un sistema fiscale progressivo e trasparente, dove la ricchezza sia giustamente ridistribuita e lo stato sociale garantito; dove tutte le persone contribuiscano in maniera giusta e imparziale e i diritti e doveri siano garantiti per tutt@.
Vogliamo una Democrazia dove chi commette abusi di potere o crimini economici o finanziari sia ritenut@ responsabile, attraverso un sistema giudiziario indipendente, meno burocratico e senza doppi standard. Una Democrazia dove politiche e riforme strutturali non siano adottate senza chiarezza e la partecipazione attiva delle persone. Non consideriamo questa crisi inevitabile. Chiediamo di sapere come siamo arrivati in questa recessione, per responsabilità di chi e in quali condizioni.
Le persone non sono usa e getta, le loro vite non possono dipendere dalla speculazione nei mercati o dagli interessi finanziari fino a ridurle alla condizione di merce. Il principio costituzionale, conquistato nella Rivoluzione del 25 Aprile 1974 e accettato in tutto il mondo democratico, che l'economia deve essere subordinata agli interessi generali della società, è completamente stravolto dall'imposizione di misure di austerità, come quelle del programma della troika, che portano alla perdita dei diritti dei lavoratori, allo smantellamento della sanità, dell'istruzione pubblica e della cultura sulla base di ragionamenti puramente economici.
Le risorse naturali come l'acqua e altri settori strategici, sono beni pubblici e non possono essere privatizzati. Una Democrazia rinuncia al suo futuro quando il lavoro, l'educazione, la salute, il diritto alla casa, la cultura e lo stato sociale diventano privilegi per pochi o vengono privatizzati senza benefici per le persone.
La qualità di una democrazia si misura da come tratta le persone che ne fanno parte.
Noi non accettiamo tutto questo! In Portogallo e nel Mondo, il 15 Ottobre diremo basta!
La Democrazia scende in piazza. E noi andiamo con lei!
15:00 Manifestazione
Partenza da Marquês de Pombal
19:00 Assemblea popolare
São Bento davanti al Parlamento
00:00 Veglia




